Se cerchi una persona che assista un familiare a casa, il passo decisivo non è solo “trovare qualcuno di fiducia”: è assumerla in regola. In Italia la badante rientra nel lavoro domestico, regolato da un CCNL specifico e dagli obblighi INPS. Un accordo solo verbale espone a sanzioni, contenziosi e niente tutele (malattia, ferie, TFR).
Questa guida aggiorna il pezzo del 2018: niente slogan da agenzia, solo la mappa operativa per famiglie e caregiver.
Badante, colf, OSS: non sono la stessa cosa
- Badante / assistente familiare: cura e compagnia a domicilio, aiuto nelle attività quotidiane, spesso anche convivente.
- Colf: lavori domestici (pulizie, cucina) senza focus assistenziale continuo.
- OSS / infermiere: figure sanitarie con titoli e, se in struttura, regole diverse. A domicilio, prestazioni sanitarie vanno valutate con medico/ASL: non inventare mansioni mediche alla badante.
Se serve assistenza sanitaria strutturata (medicazioni complesse, terapie), parla col medico di famiglia o con i servizi sociali prima di caricare tutto su un contratto domestico.
Passo 1 – Capire che tipo di rapporto ti serve
Prima del contratto, chiarisci:
- Convivente o non convivente? Cambia orario, indennità, riposi e costo.
- Ore settimanali e turni (giorno, notte, h24 a rotazione).
- Mansioni: igiene personale, pasti, spesa, accompagnamenti, sorveglianza notturna.
- Lingua e requisiti (patente, esperienza con demenze, sollevamento).
Scrivi un breve mansionario. Serve a te in colloquio e al commercialista/patronato per l’inquadramento.
Passo 2 – Contratto e CCNL lavoro domestico
Il rapporto si basa sul CCNL per i lavoratori domestici (rinnovato periodicamente dalle associazioni datoriali e sindacali del settore). Il contratto va scritto: dati delle parti, data inizio, livello, orario, retribuzione, luogo di lavoro, eventuale convivenza, periodo di prova.
I livelli (A, B, C, D e relative articolazioni) dipendono da autonomia e complessità delle mansioni. Una badante con assistenza a persona non autosufficiente non sta nello stesso livello di una colf per poche ore di pulizie. Se sbagli livello al ribasso, rischi differenze retributive e contributi.
Elementi tipici da verificare sul testo contrattuale aggiornato:
- minimi tabellari per livello e tipologia (convivente / non convivente);
- scatti, indennità (es. per assistenza notturna o persona non autosufficiente, se previste);
- riposi settimanali e ferie;
- malattia, maternità, TFR;
- preavviso in caso di recesso.
Non copiare un contratto trovato a caso su Google senza data: i minimi cambiano. Usa modelli aggiornati di associazioni datoriali, CAF/patronato o software paga domestici.
Passo 3 – Comunicazione all’INPS (obbligatoria)
L’assunzione di un lavoratore domestico si comunica all’INPS (procedura online dedicata al lavoro domestico), di regola entro le 24 ore del giorno precedente l’inizio (verifica sempre le istruzioni INPS aggiornate). Servono codice fiscale del lavoratore, tuoi dati come datore, orario, retribuzione, data inizio.
Senza comunicazione regolare:
- lavoro irregolare (sanzioni);
- niente copertura previdenziale corretta;
- problemi in caso di infortunio o controllo.
Se il lavoratore è extracomunitario, verifica permesso di soggiorno e regole di assunzione prima di firmare. Non “sistemare dopo”.
Passo 4 – Retribuzione, contributi, busta
Ogni mese (o alla frequenza prevista) paghi:
- retribuzione netta concordata;
- quota contributi a carico del datore + trattenute del lavoratore, secondo le aliquote INPS per il lavoro domestico;
- eventuali ratei di tredicesima, ferie, TFR secondo CCNL.
Molte famiglie usano un cedolino domestico generato da software o dal consulente. Conserva ricevute di pagamento (bonifico tracciato meglio del contante).
Ordine di grandezza (minimi tabellari 2026, convivente fino a 54 ore, indicativi): assistenza a persona autosufficiente (livello BS) intorno ai 1.000 € mensili di minimo; per non autosufficiente i livelli superiori (CS/DS) salgono. Sopra al minimo tabellare aggiungi contributi INPS a carico famiglia, ratei e indennità. Chiedi un preventivo annuale a un CAF prima di promettere un netto che non reggi.
Dove trovare candidati (senza farti fregare)
- agenzie autorizzate per lavoro domestico / intermediazione;
- CAF, patronati, associazioni familiari;
- passaparola verificato (referenze chiamate, non solo scritte);
- annunci su portali di lavoro, filtrando per zona e convivenza.
In colloquio: documenti, esperienza reale, disponibilità oraria, cosa non vuole fare. Fai un periodo di prova scritto come da CCNL. Per offerte di lavoro nel care, puoi anche guardare aggregatori come Clicca Lavoro.
Convivenza: regole pratiche
Se la badante vive in casa:
- spazio adeguato e privacy minima;
- riposi e ore di lavoro chiari (non “sempre disponibile” senza limiti);
- vitto e alloggio valorizzati secondo CCNL, non a sentimento;
- chi paga utenze e cibo va scritto.
Il burnout del caregiver familiare non si risolve scaricando 24 ore su una sola persona senza turni o sostituzioni.
Se già lavora “in nero”
Regolarizzare prima di un controllo o di un litigio. Patronato o consulente del lavoro possono aiutare a ricostruire periodi e sanatorie dove previste. Più aspetti, più cresce il rischio (recupero contributi, differenze, cause).
Errori tipici
- accordo solo verbale “come una collaboratrice”;
- pagare tutto in contanti senza traccia;
- far fare mansioni sanitarie senza titolo;
- non comunicare l’assunzione all’INPS;
- inquadrare al livello più basso per risparmiare;
- non pianificare ferie e sostituzioni.
Checklist rapida
- Mansionario e tipologia (convivente / ore).
- Contratto scritto su CCNL aggiornato.
- Comunicazione INPS nei tempi.
- Pagamenti tracciati + cedolino.
- Referenze e periodo di prova.
- Piano ferie / sostituzioni.
Esempio di inquadramento (indicativo)
Persona anziana autosufficiente, badante convivente, assistenza e compagnia: spesso si ragiona su livello BS (assistente a persona autosufficiente). Persona non autosufficiente (mobilità ridotta, demenza, bisogno continuo): livelli superiori (CS / DS se serve formazione specifica). Non inventare il livello “più basso per risparmiare”: in contestazione contano le mansioni reali.
Per i minimi euro aggiornati usa le tabelle FIDALDO/DOMINA o il CAF: cambiano ogni anno. Il numero che hai letto su un forum del 2022 non vale.
Licenziamento, dimissioni e TFR
Anche nel domestico ci sono preavvisi e regole di recesso. In uscita liquidi ratei e TFR maturato. Se il rapporto finisce male (accuse, furti, incompatibilità), documenta i fatti e non improvvisare lettere scaricate a caso: un errore formale costa più di una consulenza.
Domande frequenti
Posso assumere senza partita IVA?
Sì: come datore di lavoro domestico persona fisica. Non ti serve aprire una ditta solo per una badante, ma restano obblighi INPS e contributivi.
Quanto costa al mese?
Dipende da livello, ore, convivenza e indennità. Il costo aziendale famiglia è netto + contributi + ratei. Fatti fare un preventivo su cifre aggiornate del CCNL, non su forum del 2018.
Serve l’agenzia?
No, non è obbligatoria. Utile se vuoi selezione e sostituzione; ha un costo. Puoi assumere in proprio con aiuto di CAF/patronato.
La badante ha diritto alle ferie?
Sì, secondo CCNL. Pianifica sostituzioni: non esiste “non va mai in ferie”.
Cosa cambia con una cooperativa o badante in appalto?
Se paghi una cooperativa o un’impresa, il rapporto di lavoro è con loro, non direttamente con te. Leggi contratto di servizio, costi e chi è responsabile in caso di assenza.
Alla fine
Assumere una badante in regola è un percorso a step: mansioni chiare, contratto CCNL, INPS, pagamenti tracciati. Costa più del nero, ma riduce rischi legali e offre tutele a chi si prende cura di un familiare. Per i dettagli numerici del tuo caso, appoggiati a CAF, patronato o consulente aggiornato al CCNL vigente.
Articolo aggiornato a settembre 2026. Minimi, aliquote e procedure INPS cambiano: verifica sempre fonti ufficiali e CCNL aggiornato prima di firmare.